Bologna, per gli attivisti che contestarono Renzi pene fino a 45mila euro

Il 3 maggio 2015 un centinaio di manifestanti contestò il premier Matteo Renzi che stava chiudendo, con il suo discorso, la settantesima Festa de l’Unità a Bologna. Oggi quattordici persone, tra gli attivisti del collettivo studentesco Hobo e delcentro sociale Tpo che quel giorno erano lì, sono state raggiunte da un decreto di condanna che prevede pene pecuniarie tra i22.500 e i 45mila euro. La motivazione contenuta nei decreti, firmati dal pm Antonella Scandellari, è resistenza a pubblico ufficiale. Per sottrarsi alla pena gli attivisti dovranno presentare un’opposizione entro due settimane dalla notifica.

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In una nota pubblicata sulla pagina Facebook, il collettivo Hobo hacommentato così le denunce: “Lo annotiamo in modo sarcastico, perché da noi non vedranno mai nemmeno un soldo. Da noi vedranno solo odio e conflitto. Per noi il 3 maggio è infatti stato unimportante momento di opposizione al governo Renzi e al Partito democratico, il tassello di un percorso che con determinazione portiamo avanti tutti i giorni. L’unico decreto vero uscito dal 3 maggio è la morte sociale del Pd. Perché quello è stato il giorno in cui la Festa dell’Unità è definitivamente morta: evviva, avanti così!”.

I disordini scoppiarono nei pressi del parco della Montagnola i cui ingressi erano stati blindati da agenti in tenuta antisommossa onde evitare il ripetersi delle contestazioni che nei giorni precedenti avevano coinvolto i ministri Stefania Gianni eGiuliano Poletti. Le manifestazioni previste per quel giorno avvennero comunque fuori dal parco, provocando le cariche delle forze dell’ordine.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/02/11/bologna-per-gli-attivisti-che-contestarono-renzi-pene-fino-a-45mila-euro/2456302/

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